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Il Coro trionfa ancora a Fano
I bambini dagli 8 ai 10 anni vincono il concorso “Sulle Note della Fortuna” con un brano che celebra tenerezza, inclusione e appartenenza.

C’è una melodia che continua a risuonare nei corridoi della nostra scuola. È una melodia che parla di vittoria, ma soprattutto di amicizia e condivisione.

Anche quest’anno il Coro Voci Bianche “Padre Gherardo” ha conquistato il prestigioso concorso internazionale “Sulle Note della Fortuna” di Fano , guadagnandosi nuovamente l’accesso al suggestivo Teatro della Fortuna, dove il 16 e 17 maggio si esibirà insieme agli altri vincitori.

A portare fortuna è stato il brano “La scatola dei baci”, musicato dall’artista piacentino Massimo Lamberti e scritto dalla nostra insegnante di musica e direttrice del coro Maggi Giorgia. Una canzone che racconta di una scatola semplice, forse un po’ ammaccata, ma capace di custodire baci pronti a volare quando ci sentiamo soli o quando abbiamo bisogno di coraggio.

“Abbiamo voluto raccontare la forza della tenerezza – spiega Maggi Giorgia –. I bambini hanno interpretato il brano con una sensibilità autentica, e credo sia stata proprio questa verità a toccare la giuria.”

Il Coro “Padre Gherardo” è formato da tutti gli alunni delle classi terza, quarta e quinta, bambini dagli 8 ai 10 anni. Nessuna selezione, nessun provino: ogni voce trova il proprio spazio.

Questa scelta educativa è il cuore del progetto.

“Non cerchiamo la perfezione tecnica fine a sé stessa – sottolinea Maria Scagnelli, presidente della cooperativa –. Cerchiamo un’esperienza che faccia crescere i bambini come persone, insegnando loro che insieme si può arrivare lontano.”

L’inclusione è la vera forza del coro: ciascuno offre ciò che può, contribuendo a costruire un mosaico collettivo fatto di impegno, emozione e appartenenza.

Lo scorso anno il gruppo aveva già ottenuto il Premio speciale per la miglior interpretazione ed espressione corale. Quest’anno la vittoria conferma un percorso educativo che mette al centro non solo la musica, ma la crescita personale.

Insegnante e bambini con cuffie durante un’attività di registrazione audio in aula, attorno a un microfono e a un computer, mentre lavorano su un brano musicale.

E cosa significa, per un bambino, salire su quel palco?

“Quando cantiamo tutti insieme mi sembra di essere parte di qualcosa di grande,” racconta uno dei piccoli coristi. “All’inizio avevo paura, poi ho visto i miei amici e ho capito che non ero da solo.”

Parole semplici, ma capaci di raccontare il senso profondo di questa esperienza.

Ora il coro si prepara a tornare a Fano, con la consapevolezza che ogni esibizione è molto più di una gara: è un momento che resta inciso nella memoria di un bambino per tutta la vita.

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