A metà marzo, nel mese in cui ricorre il suo compleanno, Casa del Fanciullo ha celebrato come ogni anno la messa in ricordo di Padre Gherardo. La funzione, officiata da Don Stefano Garilli, cappellano alpino, ha visto la partecipazione di numerose penne nere, bambini e loro famiglie, in un’atmosfera di raccoglimento e gratitudine.
“Ne abbiamo ripercorso vita e vocazione attraverso un grande libro creato dai bambini – racconta Giorgia Maggi –: un omaggio al Gherardo fanciullo, al religioso al fronte, all’uomo che dal dolore ha tratto ispirazione per dar forma a Casa del Fanciullo, ma anche l’estrema eredità del fondatore preoccupato che il sogno non morisse con lui”.
L’affidamento alla comunità piacentina della “sua” Casa è un tema al quale Padre Gherardo teneva profondamente. “Nelle sue ultime interviste tornava spesso a chiedere ai piacentini di non dimenticarsi della Casa del Fanciullo – conferma l’insegnante -. Temeva che con la sua scomparsa cessasse anche l’opera che dal secondo dopoguerra aveva aiutato tanti bambini e ragazzi”. Il libro, realizzato durante le ore di arte e religione con il contributo trasversale di tutte le classi, racconta in ogni pagina un momento differente: la famiglia numerosa, l’ingresso tra i francescani, la guerra, il ritorno dalla Russia e la scelta di dedicarsi ai bambini sofferenti. Esposto su un grande cavalletto, custodisce oggi per piccoli e genitori le origini della Casa. Un segno di gratitudine e investimento nel futuro che ha commosso anche il presidente della locale sezione dell’ANA.