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Tandem: il centro educativo che, nella voce di Alice, diventa casa
“Più che sorelle, sono mamme. Per noi ci sono nei momenti difficili”


In futuro vuole lavorare in ambito sanitario, Alice (la chiameremo così), per aiutare gli altri. Occhi sinceri e voce gentile, ha accettato di raccontarsi nonostante la timidezza, qualcosa su cui sta tuttavia lavorando con ottimi risultati. Tanto che spiega, con toni decisi e coinvolti, come uno spazio educativo possa diventare casa, fra studio, sport, laboratori di cucina e relazioni che durano nel tempo.

“Fin dal primo giorno a colpirmi è stata l’empatia e la disponibilità di tutti, qualcosa che proprio non mi aspettavo – conferma –. Le educatrici sono simpatiche, sempre sorridenti: ti aiutano nei momenti più difficili come sorelle maggiori, anzi, come mamme”.

Una presenza rassicurante, la loro, che accompagna ogni momento: “Dopo il pranzo si parla, si scambiano idee, poi i compiti, per cui non manca mai un sostegno al bisogno. Un’oretta per studiare, mezz’oretta per gli esercizi, e se c’è un’interrogazione in vista – spiega Alice – ripeto a voce alta e insieme recitiamo piccole scenette per aiutarmi a memorizzare”. Prima, ammette “non studiavo e i voti ne risentivano parecchio, ma ora – aggiunge con visibile orgoglio – ora prendo 7, 8, arrivo anche al 10. Merito della pazienza delle educatrici, ma anche di un ambiente sempre accogliente quanto umano e stimolante. “Un giorno a settimana c’è il laboratorio di cucina, tra i miei preferiti – conferma Alice -. Vi prendiamo parte tutti, maschi compresi, ed è un bel modo per imparare ad essere autonomi, esprimerci, ma anche fare squadra e sentirsi parte di qualcosa di più grande, come in una famiglia. Una sensazione che rinnova con le feste: prima di Pasqua, ad esempio, siamo stati tutti insieme, abbiamo fatto una grigliata, la caccia al tesoro, giocato e riso moltissimo”.

Ed è parlando di laboratori che Alice scrive tra i suoi preferiti (“uno fra i miei ricordi più belli”) il corso di fotografia. “Cerchiamo di offrire loro quante più esperienze e stimoli possibili – osserva la coordinatrice del Tandem Giulia Nigelli –, occasioni di stimolo e coinvolgimento, ma anche occasioni per mettersi alla prova con la conoscenza del sé, passioni, talenti e potenzialità che altrimenti resterebbero sopite. Soprattutto – spiega – cerchiamo di restituire ai ragazzi e alle ragazze un luogo in cui stare bene, dove creare ricordi che restino e si facciano bagaglio emotivo e affettivo oltre che intellettuale. È così che per molti questo posto è diventato davvero casa. E lo stesso vale per noi educatori – ammette – i ragazzi non si rendono conto di che spazio conquistano nel nostro cuore. Esperienze che passano da piccoli gesti (una cena insieme, una gita, qualche merenda speciale, le tradizioni di altre culture) condivisioni importanti che si sedimentano nel tempo”.

E a proposito di questo, tra i valori aggiunti portati dalla Casa del Fanciullo c’è, non a caso, un’inclusione ampia, che si trasforma in opportunità d’imparare: “Quest’ambiente mi ha dato l’occasione di confrontarmi con ragazzi di ben quindici nazionalità differenti – le fa eco Alice – credo sia un modo splendido per conoscere il mondo anche semplicemente parlando o facendo sport insieme. Quando capita di fermarci anche la sera, cenare tutti insieme e magari sfidarci a qualche gioco da tavolo, stare insieme agli altri e agli educatori sento che mi arricchisce, mi fa stare bene. Certo, forse anche perché spesso nei giochi vinciamo noi ragazzi – scherza –. Relazionarmi con gli altri, sia nel corso delle attività che anche semplicemente chiacchierando capisco ora che mi ha aiutata moltissimo. Adesso che l’estate è prossima vorrei poter andare in gita in qualche città, scoprirle ed esplorarle insieme”.

Per offrire pomeriggi come quelli descritti da Alice c’è costante bisogno di sostenitori e volontari, persone che “vedano il mondo come lo vediamo noi” e che donino la loro esperienza e il loro tempo!

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